Scozia on the Road

Una settimana di Agosto in giro per la Scozia a bordo di una Jaguar assegnataci per errore dall’autonoleggio.

Atterrati a Edinburgo siamo andati verso Nord, passando dall’isola di Skye, perdendoci nelle Highlands, fino ad arrivare a Inverness, dove il vento e il clima inospitale ci ha fatto pensare di essere tornati in inverno. Da qui siamo ridiscesi passando a St. Endrews per poi tornare alla capitale che ci aspettava con il suo castello e il suo borgo medioevale.

Cosa aspettarsi dalla Scozia? Innanzitutto mettete in conto tanta pioggia, anche se partite in estate. Il vento fa sentire a casa chi come noi arriva da un’isola, ma potrebbe essere fastidioso per i bambini, soprattutto per quelli più piccoli come Gabriel. Le strade strette e la guida a sinistra non rendono inoltre un viaggio on the road rilassante e distensivo.

Tuttavia la Scozia offre dei panorami diversi da tutto quello che puoi trovare nel resto d’Europa. Un fascino tutto particolare, per certi versi nostalgico. Prati verdi e colline a perdita d’occhio. La natura emerge con tutta la sua forza, soprattutto lungo la costa. I laghi e i fiumiciattoli sono ovunque, facendo emergere gli elementi della natura e facendoti sentire a tuo agio in essa.

I castelli e i borghi medioevali ti riportano alle scene viste nei film di BraveHeart o alle serie di Netflix, rendendo questo un viaggio affascinante e al tempo stesso unico.

Andiamo ai dettagli del viaggio.

Siamo partiti da Orio al Serio con Ryanair, per una spesa complessiva di 369 euro (2 adulti + 1 bambino con meno di un anno d’età).

Una volta in Scozia abbiamo affittato un’auto. Doveva trattarsi di una Ford Fiesta ma per un errore dell’autonoleggio ci è stata consegnata una Jaguar. Il costo è rimasto lo stesso: 232 euro, comprensivi di assicurazione casko e seggiolino per Gabriel.

Il tragitto ha toccato quasi tutta la fascia costiera e complessivamente ha richiesto più di 10 ore (solo di trasferimenti):

In merito agli hotel la Scozia non è proprio economica e ad Agosto è particolarmente piena se vi spostate dai centri abitati e pretendete di dormire nelle piccole località lungo la strada. Sotto riportiamo gli hotel in cui siamo stati e le relative tariffe a cui abbiamo prenotato (quasi tutte in last minute trattandosi di un viaggio on the road).

Il totale della spesa in hotel per 3 persone (di cui uno <1 anno) per 6 notti è stata di 789 euro.

 

Alghero: Weekend a Giugno

Cosa fare per le vacanze con un bimbo piccolo che ad agosto avrebbe avuto 8 mesi? Questo è il quesito che ci siamo posti, mare, montagna, o capitali da visitare? Noi adoriamo il mare ma il nostro cucciolo sarà d ‘accordo?

Cosi abbiamo pensato di utilizzare un ponte di giugno per fare un week end al mare e testare cosi le reazioni del nostro cucciolo. Abbiamo trovato una super offerta per Alghero, come non approfittarne? Del resto è una meta che si prestava bene, mare calmo, fondali bassi e una cittadina da visitare per spezzare con la vita da spiaggia. Cosi prenotiamo!

Partenza da Linate per Alghero con Alitalia. Comodissimo da Linate l’accesso check in solo per le famiglie, e con Alitalia, la precedenza all’imbarco per le famiglie con i bambini. Tempi di attesa pari a zero!

Arriviamo a destinazione, l’ aeroporto di Fertilia è piccolo e in pochissimo tempo ritiriamo un’auto a noleggio attraverso un ‘agenzia del luogo (Sardinya autonoleggio) con personale gentilissimo e che ha anche la comodità di non richiedere la carta di credito per auto di piccola cilindrata. Non noleggiamo il seggiolino auto in quanto l’ abbiamo portato da casa. (La maggior parte delle compagnia aeree permette di imbarcare passeggino e ovetto gratuitamente.)

Abbiamo scelto un hotel fronte mare (hotel Oasis) per evitare gli spostamenti frequenti in auto visto che il nostro cucciolo non la ama particolarmente. Inoltre, essendo la sua prima vacanza al mare, nel caso fosse stato stanco della spiaggia in 2 minuti saremmo stati in camera. La scelta fatta si è rivelata molto utile!

VENERDI

Arrivati ad Alghero, prendiamo possesso dell’ hotel e facciamo un giro della cittadina, molto caratteristica, con la sua cinta fortificata e le torri aragonesi.

Il centro storico è tutto pedonale, magnifico per chi ha bambini, un po meno comodo per chi ha il passeggino  perché qualche stradina termina con degli scalini, ma basta chiedere una mano o cambiare giro e tutto si risolve. Alghero è anche il centro della riviera del corallo, per questo le sue vie sono piene di gioiellerie che vendono gioielli in corallo dalle più svariate forme e tonalità, difficile resistere alla tentazione di un bel braccialetto in corallo rosa come souvenir!

Per la cena ci fermiamo in uno dei tanti locali fronte scogliera, dove ceniamo illuminati dalla luce tenue del tramonto in un locale tipico con un piatto tipico, pasta ai ricci di mare che consiglio vivamente! Posto stupendo, cibo ottimo! Gabriel è assorto dal nuovo ambiente e ci lascia mangiare tranquilli, o quasi, a patto di venir in braccio per poter curiosare la nostra tavola e sbavarci per bene il tovagliolo!

SABATO

La mattina seguente è il momento della verità. Al nostro cucciolo piacerà il mare?

La risposta è…si!!! Ha apprezzato il mare,in particolar modo fare le passeggiate dentro l’acqua in braccio al papà, perché poteva ammirare i riflessi dell’acqua, e sul bagnasciuga dove tante persone passeggiavano e si fermavano per salutarlo o fargli un sorriso.

Ma a star tranquilli sotto l’ombrellone neanche a parlarne…e tantomeno nella sua piccola piscina gonfiabile…molto più interessante maneggiare con la sabbia e sopratutto cercare di mangiarsela!

Per poter fare un bagno tranquillo e prendere un po di tintarella al sole, ci siamo organizzati intrattenendo ciascuno il bimbo per un’oretta e dandoci il cambio! In questo modo lui è sempre stato contento e noi ci siamo concessi delle piccole tregue! Per stare piu comodi in spiaggia abbiamo noleggiato ombrellone e sdraie per soli 10 euro, convenzione con l hotel! La spiaggia è quella di Maria Pia, una delle piu belle a nostro avviso.

Il pomeriggio abbiamo sempre cercato di lasciare riposare il piccolo in camera per non sconbussolare la sua routine, mentre la sera si stava un pò in piscina, o in giro per la città. In piscina ha amato sopratutto il prato verde circostante, che cercava puntualmente di mangiarsi, e anche dentro la sua piccola piscina gonfiabile era più interessato a mordere i bordi che a giocare con l’ acqua!

Dal porticiolo di Alghero partono tante gite in barca, come quella che porta a visitare le Grotte di Nettuno, e per chi non si fida di come reagirà il proprio bimbo di fronte ad un intera giornata in mare c’è la possibilità di arrivare alle grotte via terra, anche se per accedere all’ingresso ci sono moltissimi gradini da fare, consigliato quindi solo con marsupio o bimbi piu grandi che gia camminano!

Noi abbiamo rinunciato perchè Gabriel non ama gli ambienti poco illuminati come le grotte, e abbiamo optato per un giro in barca più veloce, di un ‘ora e mezza, alla ricerca dei delfini. Le prime volte c’è sempre l’incognita di come reagirà il bimbo di fronte a nuove esperienze. Gli piacerà stare in barca?Ebbene si, anche il test della barca è stato superato a pieni voti!

All’andata il rombo dell’imbarcazione lo ha letteralmente steso, concigliandogli il sonno… ha dormito per tutto il tragitto in braccio alla mamma,(noi siamo saliti col marsupio ma abbiamo visto che è possibile portare anche i passeggini) mentre al rientro è stato più che felice di ammirare il paesaggio. (Anche se vi è una parte dell’imbarcazione più riparata,consiglio di portare una cuffietta leggera o capellino per il vento.) Purtroppo i delfini non si sono fatti vedere neppure per un saluto veloce.

La sera per cena avevamo in mente di mangiare nei ristoranti del lungo mare vicino all’hotel ma Gabriel si addormenta prestissimo e cosi beatamente che non abbiamo il coraggio di spostarlo sul passeggino per paura che si svegli, cosi optiamo per una pizzata sul balcone facendoci consegnare le pizze d’asporto da una vicina pizzeria.

DOMENICA

il giorno della partenza è arrivato. Durante la colazione Gabriel da il meglio di sè con i suoi gorgoglii e i suoi versi da aquilotto, per fortuna la sala è grande e poco silenziosa altrimenti si sarebbe sentito solo lui! purtroppo oggi c’ è un po’ di vento, che in spiaggia si fa sentire di più, cosi salutiamo il mare e decidiamo di stare un po in piscina, prima di riprendere il volo per casa.

Considerazioni conclusive:

Il viaggio è stato molto bello e ci ha tranquillizzati molto perchè il nostro bimbo alla fine è stato buono per tutto il tempo, ha amato le passeggiate mattutine sulla spiaggia e stare seduto a giocare con la sabbia. E’ pronto per le vacanze estive!

La notte ha dormito bene senza pianti capaci di svegliare l’intero hotel! E’ stato con noi nel lettone tutte le notti.La temperatura era perfetta, né troppo caldo né freddo, ma siamo partiti tranquilli perchè abbiamo prenotato pochi giorni prima della partenza, se questo da una parte può alzare il prezzo della vacanza dall’altro consente di essere mediamente sicuri delle belle giornate.

In spiaggia abbiamo sempre usato i pannolini appositi per l ‘acqua e il costumino contenitivo, capellino e tuta protezione 50 e la crema solare.Visto che era la sua prima vacanza al sole ho preferito utilizzare la maglia in modo tale da dover usare la crema il meno possibile.(x abbassare il rischio di allergie e perchè si è rivelata una vera impresa riuscire a mettergli la crema!)

Per il cibo, essendo ancora allattato al seno, non abbiamo avuto problemi. Nei ristoranti ci hanno sempre dato il seggiolone anche per lui.

Il volo è stato tranquillo, con un atteraggio morbido e graduale, per la prima volta non ha pianto per il mal di orecchie!Ho chiesto comunque al personale di bordo di avvisarmi quando iniziavano con le manovre di discesa, in modo da poter giocare d’anticipo e ha funzionato! Per il resto del viaggio l’ abbiamo distratto sfogliando le riviste e utilizzano il tablet con i suoi video musicali preferiti.

Bruges e Bruxelles

Abbiamo scelto di fare questo viaggio all’ultimo momento. Cercavamo una meta nuova non troppo distante, che non fosse troppo impegnativa e con un clima mite, perfetto con i bimbi piccoli,  cosi la nostra scelta é ricaduta sul Belgio e in particolare nelle città di Bruges e Bruxelles.

Bruges, la prima delle due, é una cittadina incantevole, con le sue case in pietra, i canali, le cioccolaterie, e sopratutto è una citta a misura di bimbo, tranquilla e  non troppo grande, si può tranquillamente girare il centro a piedi, anzi é un must per godere appieno dell atmosfera che circanda la citta.

BRUGES

Dopo un volo tranquillo e un’ oretta d’ auto arriviamo a destinazione. Lasciamo l’auto in un grosso parcheggio pubblico (dove ci resterà sino alla partenza)vicino alla via principale dello shopping e prendiamo possesso dell hotel, situato li vicino.

I prezzi di Bruges non sono proprio economici ma abbiamo scelto di stare al centro in modo tale che se il  cucciolo fosse stato stanco o irrequieto in 3 minuti saremo stati comodamente in camera. La scelta si è  rivelata azzeccata.

Lasciate le valigie in hotel, cerchiamo un posto per mangiare nella vicina piazzetta piena di ristoranti con i tavoli all aperto, é una bella giornata di sole e godiamo di quel tepore gustando le famose crochette di formaggio, buonissime anche se care, (10 euro 2)e la birra, che é ottima, del resto questa é la terra dei mastri birrai e delle birre tra le  piu buone che ci siano! Un vero peccato per chi come me allatta, ma qualche assaggino non fa male a nessuno! Dopo una sosta in hotel per il riposino di Gabriel, usciamo alla scoperta della citta.

Decidiamo di lasciare da parte la cartina e girare le strade senza meta godendoci il paesaggio. Partiamo dalla famosa piazza del mercato e dalla torre di Bruges, simbolo della città e proseguiamo lungo le strada della piazza della fortezza, la basilica del sangue santo,il municipio. Passando per la piazza del pesce Vismarkt troviamo delle bancarelle con degustazione di ostriche e tampure di  gamberi e non ci tiriamo certo indietro, al centro della piazza é allestito un palco dove dei bravissimi musicisti suonano musica folk, la gente intorno balla, mangia e sopratutto beve litri di birra!

L’ atmosfera è allegra e rilassata, Gabriel rimane incantato dalla musica. Dopo questa piacevole sosta continuiamo fino ad arrivare ai canali, e alla Groenerei, una delle piu pittoresche, dove il tempo sembra davvero essersi fermato. Ma ciò che ci ha fatto innamorare di più è stata l’incantevole vista del Rozenhoedkaai (Molo delle ghirlande delle rose).

Il posto è cosi bello che decidiamo di fermarci per un aperitivo proprio nel bar di fronte per poter continuare ad assorbire quel paesaggio da cartolina al calar del sole.. ma Gabriel non ha voglia di star seduto e dopo aver strappato sorrisi e complimenti ai vicini di tavolo, inizia a lamentarsi e cosi a malincuore, ci rimettiamo in marcia.

Vista la bella giornata ci siamo spostati con il marsupio che Gabriel adora, perché  gli permette di curiosare meglio e di far colpo sugli altri turisti! Decidiamo di fare un giro in barca per i canali ma sono le ultime corse e la fila è  tanta cosi rimandiamo al giorno dopo.

Ormai è sera, dopo aver curiosato nei vari negozietti in cerca di souvenir troviamo un posto per cenare col famoso spezzatino alla birra, da provare assolutamente! La sera la temperatura scende e subito dopo il pasto decidiamo di rientrare e rilassarci in hotel.

Gabriel è cosi euforico per la novità della camera che tarda ad addormentarsi mentre la mattina di buon ora ci sveglia lanciandosi sulle nostre teste! Avremmo dormito ancora un po ma il suo entusiasno ci contagia subito,  e  d’istinto pensiamo quanto è bello averlo con noi in viaggio, nel nostro primo viaggio all’estero in 3!

Scendiamo a far colazione e poi di nuovo in giro per la città , il tempo è incerto e decidiamo di muoverci col passeggino attrezzato di impermeabile!

Oggi decidiamo di visitare il museo della birra, perché sicuramente ha senso farlo in queste terre e perché dura poco, circa un oretta e noi nn sappiamo in quanto tempo il bimbo si stancherá del posto.La visita è stata molto interessante, puoi toccare con mano il luppolo, l’ orzo e vedere a quali birre danno origine.

BRUXELLES

La sera, dopo un aperitivo con intrattenimento di artisti di strada, rientriamo presto all’hotel, Gabriel é stanco e  ci concediamo il lusso di guardare un po di tv (oramai evento raro in casa)mentre lui dapprima protesta perché vuole stare ancora in giro poi invece crolla soddisfatto!

Il giorno dopo abbiamo fatto una passeggiata per vedere la residenza reale e il vicino parco. Nel primo pomeriggio ci sarebbe piaciuto vedere l’Atonium e il parco circostante, altro simbolo della città, ma il tempo è  brutto, cosi abbiamo optato per i palazzi della comunità europea, di passaggio verso l’aeroporto. Nel Parlamentarium organizzano mostre e visite guidate, con formato easy per le famiglie ma il nostro cucciolo è ancora troppo piccolo e il papà poco interessato.

Bruges ci è rimasta nel cuore e sicuramente merita una visita anche nel periodo natalizio, con gli addobbi e  gli  splendidi cammini dei locali, che rimandano ad atmosfere di alta montagna.

Bruxelles essendo una capitale sicuramente ha tanto da offrire, ma essendo tra le ultime capitali europee che ci restavano da vedere, il confronto è stato inevitabile e ci è piaciuta meno.

La vacanza è volata, è stato un viaggio molto interessante e rilassante, e Gabriel era così preso dalle novità che è stato buono per tutto il tempo!

 

Informazioni aggiuntive:

Bruges è perfetta da girare con bimbi piccoli, è piacevole e poco caotica, perfetta per chi viaggia per la prima volta e non sa come reagirà il picoletto/a!  Nei ristoranti ci hanno sempre proposto il seggiolino per i bimbi mentre abbiamo avuto difficoltà coi cambi perché, almeno noi, non abbiamo mai trovato il fasciatoio nei bagni.

Ci siamo adattati a cambiarlo sul passeggino, o in hotel visto che era centrale.Le cioccolaterie sono carissime! alla fine del viaggio mi sono fatta tentare comprando una confezione minuscola….che dire?Visto il prezzo l’ aspettativa era alta, per me non ne vale la pena, il nostro cioccolato é più buono!

Organizzazione viaggio

IL VOLO

Abbiamo prenotato con la compagnia di bandiera, bruxelles airlines, ci siamo trovati benissmo. Le famiglie con bambini hanno la precenza all’imbarco, e il bimbo sotto i 2 anni non paga. Personale molto gentile, in aereo uno stuart era pronto ad accoglierci prendendo in braccio il piccolo mentre io chiudevo e lasciavo il passeggino di fronte allo sportellone. Ci hanno regalato pure un foulard della compagnia per il bimbo! Il volo è stato tranquillo, l’ atteraggio poi che è  l’incubo di molti bimbi è stato cosi graduale che non solo non ha pianto per il mal di orecchie, ma nn se ne neppure accorto! Questo era il suo quarto volo, in aereo, l’abbiamo distratto giocando con lui e con l’aiuto del tablet e dei suoi video musicali preferiti!

L’AUTO

Noleggiata presso un agenzia molto economica, autoclick, abbiamo noleggiato anche il seggiolone, (120 in tutto dal ven alla domenica) e ci siamo trovati bene, a Gabriel è  piaciuto piu di quello che ha a casa, e nel percorso si é addormentato subito! Bisogna fare la prenotazione sul sito e all’aeroporto vengono a prenderti perché gli uffici sono nella zona industriale.

Il viaggio in auto é di 1h20 minuti e l’autostrada E40  è gratuita.

HOTEL

A Bruges abbiamo preso l’hotel col parcheggio, in realtà poi non è  cosi nel senso che l’ hotel ti rimanda ad un  parcheggio multipiano pubblico, nelle vicinanze, dove l auto è rimasta ferma sino alla partenza, costo 20 euro.

Stessa cosa a Bruxelles.

Gli HOTEL erano tutti e due centrali, quello di Bruges, hotel Marcel, aveva una camera molto piccola, con lavandino in camera, lo consiglio per una notte massimo due e solo per chi ha bimbi che non camminano o gattonano perché non c’è spazio. Gabriel ha dormito con noi nel lettone in entrambi gli hotel. A Bruxel consigliamo l’ hotel Atlas, economico (89 euro)e centrale, a 5 minuti di passeggiata dal centro.

CIBO

Gabriel non ha ancora iniziato lo svezzamento per cui non ha mangiato cibo del posto, per  l’allattamento non ho mai avuto difficoltà, ha mangiato quando voleva e dove capitava.

Comunque al centro, nella piazza della torre, ci sono negozi o supermarket nella via dello shopping dove puoi comprare pannolini e omogenizzati. Tra le varie marche sconosciute abbiamo trovato anche i pampers. Il centro é comuque pieno di ristoranti che possono tranquillamente preparare un piatto di pasta.

Israele in (quasi) 3

Partenza da milano Malpensa-Tel Aviv con compagnia di bandiera israeliana El Al Israel airlines. Consiglio di arrivare con largo anticipo perché i controlli fatti dal servizio sicurezza israeliano prima della partenza sono molto lunghi, e non vi preoccupate se pesano le vostre ciabattine infradito o vi domandano da quanto tempo state assieme al vostro compagno, fa parte della prassi!

Dopo un viaggio durato 3 ore e mezza eccoci a Telaviv, sono i primi giorni di aprile e la temperatura è di 28 gradi! All’aeroporto è necessario fare un visto, per circolare tranquillamente all’interno del paese. Sempre all’aeroporto cambiamo i soldi prelevando dal bancomat e ritiriamo l’auto.

La prima impressione di tel aviv è di una città di mare moderna e giovanile. Prendiamo possesso dell’hotel, il lungo mare ne è pieno, e facciamo una passeggiata sulla spiaggia, molto frequentata dalla gente del posto. Il cielo è limpido e la sera ci regala un tramonto mozzafiato.

Giorno 2.decidiamo di andare a Gerusalemme. La città è molto bella, curata, suggestiva. Prenotiamo un hotel non troppo distante dalla città vecchia per evitare di usare l’auto o di prendere i trasporti pubblici. Cosi dopo una passeggiata di 20 minuti arriviamo a destinazione. Una delle prime cose che colpisce di più è la presenza massiccia di militari un po’ ovunque, anche tante soldatesse, e poi una moltitudine di etnie e religioni diverse concentrate nelle vie del centro, lungo i sentieri di pietra antichi arricchiti di tantissimi negozietti di souvenir.

Nonostante le continue tensioni e fatti di cronaca legati a questo luogo, ci si sente sicuri a camminare nelle strade, indipendentemente dal quartiere. L ‘atmosfera è unica e magica.

Giriamo per i vari quartieri (cristiano, armeno, ebraico, musulmano), ed è impressionante come luoghi santi per una religione si trovano a pochi metri dai simboli religiosi di un’altra. Ci si ritrova cosi a vedere il minareto della moschea di Omar svettare di fronte al Santo Sepolcro nel quartiere cristiano e ancor più di veder pregare i fedeli ebrei ai piedi del Muro Occidentale sui cui però svetta la Cupola della Roccia, uno dei monumenti musulmani più importanti. Ci fermiamo a visitare la Chiesa del santo sepolcro, meta imperdibile per tutti i cristiani, cattolici, ortodossi… e non solo, perché la chiesa è cosi antica che affascina anche solo per la ricchezza di storia che emana. All’interno è possibile vedere il luogo della crocefissione di Cristo, sia il sepolcro scavato nella roccia dove Gesù fu’ sepolto. Vi è parecchia fila da fare sopratutto per entrare nel sacro sepolcro, anche perché quando iniziano i riti della chiesa ortodossa l’ingresso viene bloccato .Poi facciamo un salto per vedere il famoso muro del pianto. E’ venerdì sera e gli ebrei di ogni età si riuniscono per festeggiare lo Shabbath con preghiere, canti e balli. Prima di arrivare al muro vi è una guardia che distribuisce il kippah, il copricapo ebraico,per chi vuole avvicinarsi al muro, cosa consentita ai soli uomini. Le turiste donne cosi come le donne ebree non possono avvicinarsi, per le fedeli donne vi è un area attrezzata affianco. Se da una parte è interessante assistere a questo rituale dall’altra significa anche trovare tutto chiuso (negozi, ristoranti) durante il venerdi sera e il sabato, giorno di festa per gli ebrei, perché durante lo Shabbath non possono lavorare. Troverete infatti aperte solo le attività dei cristiani o musulmani. Noi abbiamo optato per una cena in hotel.

Infine da non perdere la spianata delle moschee, o monte del tempio, il luogo religioso più conteso, dove è possibile ammirare la famosa cupola dorata, chiamata Cupola della Roccia, dove possano accedere solo i musulmani, così come nella Moschea di Al-Aqsa: comunque la Cupola della Roccia è così bella e suggestiva, che anche dall’esterno merita la visita. Altri siti classici da visitare sono il giardino di Gethsemani, il Monte degli Ulivi, la tomba di Maria,che noi non siamo riusciti a vedere.

Giorno 3. Rientriamo a Tel Aviv, e decidiamo di pranzare nel ristorante sulla spiaggia, per poi rilassarci in spiaggia e colorirci un po. Il caldo è piacevole e facciamo persino un tuffo in acqua. Consiglio portatevi la protezione solare da casa, io ci ho messo una vita per trovarne una che mi andasse bene, non tutti gli israeliani parlano inglese e la lingua scritta è incomprensibile! Nel week end la spiaggia si riempie di tantissimi giovani e famiglie. La sera facciamo un giro della città antica di Giaffa, inglobata ormai nel nucleo di Tel Aviv, che si affaccia sul costone roccioso del porticciolo E’ la parte più affascinante della città, con i suoi vicoletti in pietra che conducono a gallerie d’arte, ristoranti, negozi. Vi è poi un sito archeologico che racconta il passato glorioso di giaffa e dal quale si puo ammirare uno splendido panorama della città. Per cena, ci facciamo trasportare dalla movida del posto, e proviamo qualcosa di tipico,non male la cucina israeliana!

Giorno 4. E’ il giorno della partenza,trascorriamo la mattina in spiaggia prima di rientrare. Cosa dire e’ stata una vacanza stupenda anche se è durata poco ci ha permesso di farci un idea di Israele, terra che merita sicuramente una seconda visita più dettagliata