Israele in (quasi) 3

Partenza da milano Malpensa-Tel Aviv con compagnia di bandiera israeliana El Al Israel airlines. Consiglio di arrivare con largo anticipo perché i controlli fatti dal servizio sicurezza israeliano prima della partenza sono molto lunghi, e non vi preoccupate se pesano le vostre ciabattine infradito o vi domandano da quanto tempo state assieme al vostro compagno, fa parte della prassi!

Dopo un viaggio durato 3 ore e mezza eccoci a Telaviv, sono i primi giorni di aprile e la temperatura è di 28 gradi! All’aeroporto è necessario fare un visto, per circolare tranquillamente all’interno del paese. Sempre all’aeroporto cambiamo i soldi prelevando dal bancomat e ritiriamo l’auto.

La prima impressione di tel aviv è di una città di mare moderna e giovanile. Prendiamo possesso dell’hotel, il lungo mare ne è pieno, e facciamo una passeggiata sulla spiaggia, molto frequentata dalla gente del posto. Il cielo è limpido e la sera ci regala un tramonto mozzafiato.

Giorno 2.decidiamo di andare a Gerusalemme. La città è molto bella, curata, suggestiva. Prenotiamo un hotel non troppo distante dalla città vecchia per evitare di usare l’auto o di prendere i trasporti pubblici. Cosi dopo una passeggiata di 20 minuti arriviamo a destinazione. Una delle prime cose che colpisce di più è la presenza massiccia di militari un po’ ovunque, anche tante soldatesse, e poi una moltitudine di etnie e religioni diverse concentrate nelle vie del centro, lungo i sentieri di pietra antichi arricchiti di tantissimi negozietti di souvenir.

Nonostante le continue tensioni e fatti di cronaca legati a questo luogo, ci si sente sicuri a camminare nelle strade, indipendentemente dal quartiere. L ‘atmosfera è unica e magica.

Giriamo per i vari quartieri (cristiano, armeno, ebraico, musulmano), ed è impressionante come luoghi santi per una religione si trovano a pochi metri dai simboli religiosi di un’altra. Ci si ritrova cosi a vedere il minareto della moschea di Omar svettare di fronte al Santo Sepolcro nel quartiere cristiano e ancor più di veder pregare i fedeli ebrei ai piedi del Muro Occidentale sui cui però svetta la Cupola della Roccia, uno dei monumenti musulmani più importanti. Ci fermiamo a visitare la Chiesa del santo sepolcro, meta imperdibile per tutti i cristiani, cattolici, ortodossi… e non solo, perché la chiesa è cosi antica che affascina anche solo per la ricchezza di storia che emana. All’interno è possibile vedere il luogo della crocefissione di Cristo, sia il sepolcro scavato nella roccia dove Gesù fu’ sepolto. Vi è parecchia fila da fare sopratutto per entrare nel sacro sepolcro, anche perché quando iniziano i riti della chiesa ortodossa l’ingresso viene bloccato .Poi facciamo un salto per vedere il famoso muro del pianto. E’ venerdì sera e gli ebrei di ogni età si riuniscono per festeggiare lo Shabbath con preghiere, canti e balli. Prima di arrivare al muro vi è una guardia che distribuisce il kippah, il copricapo ebraico,per chi vuole avvicinarsi al muro, cosa consentita ai soli uomini. Le turiste donne cosi come le donne ebree non possono avvicinarsi, per le fedeli donne vi è un area attrezzata affianco. Se da una parte è interessante assistere a questo rituale dall’altra significa anche trovare tutto chiuso (negozi, ristoranti) durante il venerdi sera e il sabato, giorno di festa per gli ebrei, perché durante lo Shabbath non possono lavorare. Troverete infatti aperte solo le attività dei cristiani o musulmani. Noi abbiamo optato per una cena in hotel.

Infine da non perdere la spianata delle moschee, o monte del tempio, il luogo religioso più conteso, dove è possibile ammirare la famosa cupola dorata, chiamata Cupola della Roccia, dove possano accedere solo i musulmani, così come nella Moschea di Al-Aqsa: comunque la Cupola della Roccia è così bella e suggestiva, che anche dall’esterno merita la visita. Altri siti classici da visitare sono il giardino di Gethsemani, il Monte degli Ulivi, la tomba di Maria,che noi non siamo riusciti a vedere.

Giorno 3. Rientriamo a Tel Aviv, e decidiamo di pranzare nel ristorante sulla spiaggia, per poi rilassarci in spiaggia e colorirci un po. Il caldo è piacevole e facciamo persino un tuffo in acqua. Consiglio portatevi la protezione solare da casa, io ci ho messo una vita per trovarne una che mi andasse bene, non tutti gli israeliani parlano inglese e la lingua scritta è incomprensibile! Nel week end la spiaggia si riempie di tantissimi giovani e famiglie. La sera facciamo un giro della città antica di Giaffa, inglobata ormai nel nucleo di Tel Aviv, che si affaccia sul costone roccioso del porticciolo E’ la parte più affascinante della città, con i suoi vicoletti in pietra che conducono a gallerie d’arte, ristoranti, negozi. Vi è poi un sito archeologico che racconta il passato glorioso di giaffa e dal quale si puo ammirare uno splendido panorama della città. Per cena, ci facciamo trasportare dalla movida del posto, e proviamo qualcosa di tipico,non male la cucina israeliana!

Giorno 4. E’ il giorno della partenza,trascorriamo la mattina in spiaggia prima di rientrare. Cosa dire e’ stata una vacanza stupenda anche se è durata poco ci ha permesso di farci un idea di Israele, terra che merita sicuramente una seconda visita più dettagliata